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mercoledì, 08 agosto 2007

Donne Aikido e Ki

 

ragazza

 

A volte vengono da me alcune donne per chiedermi che devono fare se vengono aggredite, se vengono afferrate in un modo o nell'altro. Ho mostrato loro come svincolarsi, da una stretta, Se avessi una certa astuzia commerciale potrei istituire un corso e pubblicizzarlo bene: " Donne difendetevi dagli aggressori. Metodo efficace ". Le ragazze reciterebbero il ruolo dell'aggressore e io dell'aggredito che bel mestiere! Ho scoperto presto la futilità di un insegnamento del genere. Ogni minimo gesto fa parte di un insieme più vasto e non si può compiere nessuna azione senza la padronanza di tutto l'insieme. E' impossibile distaccarne una parte in vista di un determinato scopo. L'idea che sia possibile eseguire in tutta calma una serie di movimenti programmati, come si potrebbe fare con le ricette di cucina, è ridicola e nefasta. Tornando al caso dell'aggressione, ho conosciuto due soluzioni diametralmente opposte: una improntata a un gran sangue freddo, l'altra alla forza dell'inconscio. La prima delle due donne parve cedere al seduttore, ma al momento in cui l'uomo cominciò a baciarla, lei gli morse la lingua con forza. Il giorno dopo il colpevole fu visto recarsi da un medico per farsi medicare la ferita. L'altra donna non ricorda neppure come si sono svolte le vicende, come se in lei ci fosse stato uno spirito a condurre la cosa. Crede di ricordare un urlo di dolore. Quando era tornata in se, l'aggressore era scomparso.

Il ki è questa forza inconscia. Certe donne dall'apparenza fragile riescono a sollevare un'automobile, se è necessario. Non c'è tecnica che ci metta in grado di arrivare a un livello simile. Certo, c'è chi s'interessa all'apprendimento di riflessi particolari o a una tecnica, a sviluppare una certa muscolatura: questo riguarda solo lui, sono aspetti che non m'interessano. Inoltre, se un certo riflesso si sviluppa al punto che chi l'ha acquisito si mette per esempio in posizione di combattimento ogni volta che qualcuno gli passa vicino tenendo un martello, o ogni volta che lo chef alza la mano per grattarsi la testa, o che il macellaio prende il coltello per tagliare una bistecca, rischia ovviamente di essere considerato stravagante. Non andrà più neppure dal parrucchiere perché potrebbe trovarsi con il collo tagliato dal rasoio in men che non si dica.

 

tratto da "

di Itsuo Tsuda

 

 

La scuola della respirazione"
postato da: aikidocatania alle ore 11:13 | link | commenti (23)
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